Video Workflow

Come da articolo precedente siete venuti in possesso della workstation che abbiamo configurato per lavorare sull’editing video. Ma quale è la procedura esatta o più performante per raggiungere il risultato?

Quale il flusso di lavoro che ci garantisce una timeline fluida esente da lag e potenzialmente editabile anche su tempi da lungometraggio?

Spesso vi ritroverete a montare dei file che arrivano da macchine da presa di livello consumer. Compresi smartphone, DSLR e mirrorless. Questi registrano generalmente in AVCHD con algoritmo di compressione H264.

Perché nell’altro articolo vi abbiamo consigliato di avere una macchina con almeno quattro cores performanti e 16 giga di RAM? Perché una timeline popolata da H264 a 25fps è a tutti gli effetti una bomba ad orologeria per tutti i software di VE.

Questo formato, incapsulato in mp4, è infatti stato sviluppato per il content delivery, non a caso è il formato di codifica di YouTube e di tutti i principali servizi di streaming. E non è fatto per essere montato. Ergo ad ogni frame riprodotto la nostra CPU/GPU deve decodificare ed eventualmente applicare LUT, effetti, tagli… aaarghh. E far funzionare il video “almost in real time” sulla vostra linea temporale.

La soluzione migliore sarebbe passare attraverso un formato proxy “di transcodifica” ma siamo onesti, chi ha voglia di convertire in batch giga e giga di girato quando poi la maggior parte, una volta sbobinato, sarà da buttare? Se ne avete voglia, siate Benedetti, potete usare il Prores 4:4:2 o il DNxHD che sono notoriamente ben digeriti dai NLEs. Oppure passare più semplicemente a DaVinci Resolve 😜.

Ma di questo parleremo nel prossimo articolo! Ciao!

 

 

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